La Fondazione Civiltà Bresciana, nell'ambito
delle sue attività rivolte alla scoperta, alla valorizzazione
e alla diffusione del patrimonio culturale, sedimentato
nelle diverse manifestazioni della vita spirituale e materiale
del popolo bresciano, ha ritenuto opportuno attribuire una
particolare attenzione alle vicende storiche e all'evoluzione
di una attività economica che ha caratterizzato da
sempre e ancor oggi ha un peso rilevante nella vita non
solo materiale della società bresciana ma anche nelle
sue espressioni sociali, culturali, letterarie, artistiche
che da essa derivano modelli e ispirazioni: è questa
l'attività agricola.
Infatti se l'agricoltura nelle sue manifestazioni di attività
produttiva e nell'evoluzione dei suoi sistemi di produzione
ha determinato forme di stratificazione sociale, rapporti
di lavoro, modi di distribuzione della ricchezza, forme
di cooperazione e assistenza su cui si è costituita
la vita materiale degli uomini, i modi di alimentazione,
di vestire, di abitare, di divertirsi, l'agricoltura, quale
forma di sfruttamento del suolo e delle risorse naturali
ha giocato un ruolo determinante nella modificazione e trasformazione
dell'ambiente naturale, con imponenti opere di dissodamento,
bonifica, disboscamento, costruzione di corsi d'acqua, dando
un volto nuovo al paesaggio: un volto che ha sempre mantenuto
i lineamenti dell'umanità di coloro che l'avevano
tracciato, garantendo, anche migliorando le condizioni della
vita sociale: la sicurezza, la salute, la convivenza dei
membri della comunità, garantendo la riproducibilità
e la continuità nel tempo delle risorse della natura.
Proprio oggi che una società industriale e tecnologica,
dimentica di tradizionali valori, stia mettendo a dura prova
la sopravvivenza degli esseri viventi, compreso l'uomo,
la riscoperta e la riaffermazione di eterni principi conservati
dalla civiltà contadina appare un'opera culturale
di non poco valore.
In questa direzione si muove l'iniziativa della Fondazione
Civiltà Bresciana, di costruire, in locali appositamente
attrezzati, un archivio- biblioteca in cui raccogliere
tutto quanto è stato scritto, documentato, conservato,
della "cultura" contadina della provincia, non
soltanto negli aspetti giuridico- economici, ma anche e
soprattutto in quelli socio-ambientali, tecnico-scientifici
e letterario-linguistici.
Lavoro, questo, non certo facile né breve, che abbisogna
dell'attiva collaborazione di un buon numero di persone,
al fine del reperimento e acquisizione, riproduzione, catalogazione
dell'enorme materiale cartaceo; indispensabile, inoltre,
la sensibilità e la generosità di tutti i
bresciani disposti ad offrire documenti familiari e scritti
privati per lo sviluppo ed il successo dell'iniziativa.
Questa che dovrebbe assumere la denominazione di Centro
di documentazione di storia agraria bresciana è
rivolta innanzitutto a stimolare il maggior numero di persone,
soprattutto giovani, alla conoscenza, allo studio, alla
riflessione sulla storia dei nostri padri e alla loro vita,
che sono essenzialmente storia e vita contadine. Questa
conoscenza ha come fine ultimo la risposta di quei valori
irrinunciabili a cui si sono ispirati i nostri avi, che
hanno costituito la loro forte morale su cui si è
fondato quel progresso di cui oggi noi rischiamo di distruggere
i frutti.
Al centro spetterà inoltre il compito di far conoscere
e diffondere i risultati di studi, ricerche, lavori scientifici
attraverso manifestazioni pubbliche, quali convegni, dibattiti,
tavole rotonde, al fine non solo di approfondire ma di suscitare
anche interesse per nuove tematiche e nuovi problemi.